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martedì 27 dicembre 2016

Step 21

Il carminio nella storia

Quali sono i personaggi che hanno un legame stretto con il carminio della storia?
Il carminio, come è stato già scritto nei post precedenti, è un rosso di tonalità scura, che rappresenta eleganza, sensualità e passione. Ma dall'altra parte è anche l'immagine della violenza, della guerra e del sangue. Dunque chi è associato al carminio deve essere la personificazione di tutti questi sentimenti estremi.

Maria I d'Inghilterra


La regina Maria I Tudor (1516-1558), meglio nota come Bloody Mary, è stata regina di Inghilterra.
Quando salì al trono, Maria I si dedicò alla restaurazione cattolica, che fu dura e persecutoria nei confronti del popolo inglese. Infatti, prima della fine del regno di Maria, trecento vittime morirono sul rogo. Da ciò deriva l'appellativo di Maria la Sanguinaria.

A questo personaggio storico è stato dedicato un cocktail denominato Bloody Mary, di colore carminio per richiamare il sangue versato negli anni in cui Mary era sovrana d'Inghilterra.

Per maggiori informazioni su Maria I d'Inghilterra: 

Storia del cocktail Bloody Mary:

David Bowie

Un personaggio che può essere associato al color carminio è David Bowie, che si presenta con capelli rosso carminio e tutine attillate per cantare la famosa canzone Ziggy Stardust.


La scelta del colore dei capelli non è casuale: nel testo della canzone Bowie parla di passione, amore ma anche di morte ed uccisione.

"Making love with his ego
Ziggy sucked up into his mind
Like a leper messiah
When the kids had killed the man
I had to break up the band"


Informazioni su David Bowie:
Informazioni su Ziggy Stardust:




mercoledì 7 dicembre 2016

Step 08

La scienza del popolo

Prima della vera scienza, quella fondata sulla sperimentazione, sulle ipotesi e dimostrazioni, le persone fondavano il proprio sapere su una scienza "non realistica", quella delle credenze, delle superstizioni e dei detti popolari, che, non essendo vera, può essere completamente rigettata.

Andiamo a ricercare allora il nostro colore carminio o il rosso (colore originario) in due diverse categorie: i detti popolari, o meglio, i proverbi e le superstizioni.

Proverbi

  • Essere 'e tenta carmusina.
    Proverbio della Campania. La traduzione letteraria è: essere di tinta cremisi (rossiccia).
    Questo proverbio sta indicare le persone di malaffare o simili da cui tenersi alla larga a da cui diffidare. Esso si ricollega ai tempi dei romani, dove le prostitute erano tipiche a vestirsi di rosso, a truccarsi con il carminio e a indossare parrucche vistose di color rame.
  • Megghie na vòlete arrussì ca ciende vòlete ammerdechi.
    Proverbio della Puglia.
    "Meglio una volta rosso di rabbia che cento volte verde di bile": meglio litigare e risolvere una questione una volta per tutte che sopportare e rodersi il fegato.
  • Rosso di sera bel tempo si spera.
    Si credeva che se il sole al tramonto si tingeva di rosso e non incontrava nubi, il giorno seguente sarebbe stato sereno.
  • Tutto il rosso non son ciliegie.
    Proverbio della Toscana.
    Significato: l'apparenza inganna.

Superstizioni

  • In Grecia se due persone pronunciano la stessa parola nello stesso momento devono trovare subito qualcosa di rosso da toccare per evitare che la sfortuna si abbatta su di loro.
     
  • A Napoli il corno rosso portafortuna ('o curniciello) è l'oggetto scaramantico per eccellenza. Se una volta venivano indossati o portati dietro per poter allontanare il malocchio, adesso vengon utilizzati più o meno consapevolmente per ottenere fortuna nel gioco del lotto oppure per avere successo negli affari.
  • Centinaia di anni fa, le persone che possedevano i capelli rossi venivano considerate streghe/stregoni, in quanto i capelli rossi venivano considerati come simbolo di degenerazione morale ed eccessivo desiderio erotico. Questo tipo di pregiudizio fonda le radici nelle credenze popolari dell'Antica Roma, secondo cui coloro che toccavano persone dai capelli rossi andavano incontro a sventura.
    Non si conosce il motivo per cui è nata questo tipo di superstizione. Alcuni pensano perché il rutilismo è piuttosto raro. Altri pensano che possa derivare dal fatto che Caino e Giuda erano rappresentati con i capelli rossi,. 

giovedì 1 dicembre 2016

Step 04

I colori nel mito

Sarebbe interessante scoprire quale sia il denominatore comune tra il mondo cromatico e il mondo mitologico.
Mito e colori fondano le proprie radici nella fantasia e mente umana, si intrecciano tra di loro generando così un unico universo.
L’esperienza emotiva e simbolica dei colori e quella intuitiva del mito nascono dal contatto con la natura, dal senso di mistero e di sacro che da essa irradia, come una luce che inonda il cuore e la mente dell’uomo, generando sensazioni, pensieri e fantasie. Colori e miti assumono ed esprimono valori primitiviancestrali, che costituiscono un patrimonio comune, ancora dentro di noi.
                                                                                           Cesare Peri
In poche parole, la mitologia e i colori sono serviti all'uomo per esplorare e capire (oltre che a giustificare), per quanto possa essere possibile, la realtà che lo circonda e quella che vive dentro di sé.

Il rosso è il colore dei muscoli, del sangue, della vitalità, per i Romani era il simbolo di Marte, dio della guerra, poiché il rosso rappresentava il sangue sparso in suo onore durante le battaglie. Non per altro il rosso rappresenta il valore dell'aggressività, della voglia di vincere e primeggiare, dell'orgoglio e della passione.

Il rosso non è solo simbolo della religione pagana ma anche della cristianità: infatti nell'arte paleocristiana dipingevano di rosso gli arcangeli, la Madonna non veniva solo rappresentata in tunica bianco azzurra, ma spesse volte indossava un abito in rosso.

D'altro canto il rosso è anche simbolo del peccato: non per altro nel XIX il Papa dichiarò che il bianco era il colore che poteva rappresentare al meglio la Vergine e, dunque, il rosso come divino cadde in disgrazia.

Il rosso è simbolo anche delle massime autorità e della regalità. Infatti nel passato chi indossava un mantello rosso apparteneva di conseguenza ad un ceto ad alta rispettabilità.


Per poter spiegare al meglio questa corrispondenza "mito-colore", andiamo ad analizzare un quadro di pittore francese, il quale rappresentava spesse volte la mitologia romana: il Giuramento degli Orazi di Jacques-Louis David.



Notiamo che il pittore neoclassicista ha deciso di rappresentare questo episodio con colori caldi e di vestire i tre fratelli con abiti di colore rosso. Il padre, invece, indossa un mantello sempre dello stesso colore mentre dice ai propri figli "O Roma, o la morte".
Questa scelta di colore è ben descritta da Francesco Morante.

L'immagine deve invece colpire la coscienza dell'osservatore. Non deve offrirgli consolanti sensazioni estetiche ma deve smuovergli il cuore. Deve richiamarlo a valori forti. Valori come l'eroismo. Valori tanto necessari in una fase storica come questa in cui la società francese si prepara a quella rivoluzione destinata a cambiare il corso della storia europea. Il richiamo all'eroismo è il grande contenuto in questo quadro. Un contenuto etico. Un contenuto forte. E, per far ciò, il David abbandona del tutto quella sensazione di attimo fuggente che caratterizza tutta la pittura del Settecento rococò. Egli sceglie di rappresentare la vicenda secondo la tecnica del momento pregnante. Il momento eterno. Quel momento in cui la coscienza cambia per sempre per una scelta che non può più farci tornare indietro. Quel momento da consegnare per sempre alla storia. 
David dunque tramite questo colore non rappresenta solo il valore della guerra e la volontà della conquista di Roma, ma riesce associare il rosso anche a ciò che contemporaneo a sé stesso, la rivoluzione nella propria patria, la Francia.